Sainte Chapelle by Alessio La Spada
500px.comSainte Chapelle in Paris
(Fonte: miramiramiu)
life:
Did you see today’s Google Doodle celebrating Mies van der Rohe?
Google isn’t the only one celebrating the master architect — on his birthday, we republished photographs from a 1957 photo essay titled “Emergence of a Master Architect.” The feature that ran in the March 1, 1957 issue of LIFE, at the same time that the architect’s signature achievement — the 38-story Seagram Building on Park Avenue in New York — was nearing completion.
See the photos here.
Scrive Marco Romano sul Corriere della Sera del 9 marzo 2012:
“Tra le modifiche alle norme edilizie proposte nella nuova stesura del Pgt (Milano), spicca per il suo carattere virtualmente radicale la liberalizzazione delle destinazioni d’uso dei fabbricati: d’ora in avanti tutti potranno costruire quanto loro consentito senza dover rispettare alcun vincolo di destinazione. La norma constata quanto da tempo tutti sanno per esperienza diretta, che cioè la destinazione d’uso dei fabbricati cambia nel tempo mentre la forma della città, il suo aspetto visibile nelle strade e nelle piazze, resta il medesimo per secoli, e dunque non possiamo progettare un piano regolatore con la destinazione d’uso delle varie zone delle città legate poi insieme da una rete di strade e di trasporti, proprio come una circolazione sanguigna lega i diversi organi del corpo umano”.
Poi fa un richiamo al PRG di Milano del 1884, un piano disegnato evidentemente, di cui descrive alcuni esiti positivi.
Quindi conclude:
“E’ il momento – se portiamo alla sua conclusione il processo iniziato dalle abolizioni delle destinazioni d’uso – di riprendere il disegno di quel piano e di estenderlo a quei quartieri che ancora restano da costruire, ridisegnando con i medesimi criteri le loro sequenze di strade e di piazze. Tutti sembrano concordare che la cultura è sviluppo, e che la bellezza delle città è la radice della nostra cultura: se vogliamo passare dalle parole ai fatti, è il momento di fare di Milano una bella città. Le regole di quel piano – fatto di disegni e di una breve relazione di dodici pagine – consentivano a quanti disponevano di un lotto affacciato su una strada di costruire liberamente – senza che fosse necessario come oggi l’intermediazione di un imprenditore immobiliare – un fabbricato alto in proporzione esteticamente armonica con la sua larghezza, sicchè la densità edilizia era l’esito di un progetto estetico che poteva venire anche concordemente migliorato con, per esempio, i grattacieli del Centro svizzero e della Velasca.
Vogliamo tornare a fare di Milano una città bella?”
Il resto qui: http://www.de-architectura.com/2012/03/milano-stop-allo-zoning.html
Ecco il risultato della pianificazione edilizia che non tiene del territorio, delle tracce dell’antica antropizzazione ma soprattutto che è il risultato della ZONIZZAZIONE, parolaccia che indica il destinare zone di territorio urbano, a funzioni ben precise e stabilite per legge.
Il risultato?
Parti di città che non si integrano e che vivono alternativamente nelle diverse ore della giornata.
Tutto il contrario rispetto all’Organicità della città storica, dove le parti a diversa funzione di fondono e si mescolano, dando all’aggregato urbano vitalità 24ore su 24.
St. Joseph’s Hospital, Tacoma, Washington, 1974 — Bertrand Goldberg
L’orrore che genera questa costruzione è direttamente proporzionare al rapporto tra le sue parti.
Notare le esili “gambette” al di sotto della “crosta” plastificata.
Notare gli “imbuti” che dovrebbero sorreggere le ondulazioni del derma costruttivo.
Notare le finestre(?), come oblò, ma dal vago senso claustrofobico, perchè sicuramente non apribili.
Tutto in questo edificio ci fa pensare all’infanzia del progettista, certamente più avvezza ai parchi ludici Disneyani, che non a sano e sudato studio sui libri di architettura.
abr:
Un sano marxista dei vecchi tempi avrebbe definito tutto questo “prova della degenerazione della borghesia decadente”.
La tua definizione è immensamente corretta.Le foto sostanziano e VERIFICANO che la sinistra, dopo aver lottizzato tutte le facoltà di Architettura del mondo, per il fine di produrre NUOVA ARCHITETTURA PER IL NUOVO MONDO GESTITO DAL PROLETARIATO (ah, ah,ah), ha creato le basi per la DISSOCIAZIONE tra il portato Linguistico Architettonico del luogo e la popolazione ivi residente, diventandone di fatto, servi del Capitalismo.
In poche parole, l’Architettura Internazionalista del Movimento Moderno, capitanato dai vari Le Corbusier, Gropius, Alvar Alto, Mies Van der Rohe ed altri, ha prodotto questi mostri che vediamo sopra, oggetti generati dall’abuso della computer grafica, facendo somigliare le parti nuove delle nostre città, come tutte uguali, spersonalizzate e spersonalizzanti.
In Italia tutte le periferie urbane e tutti i quartieri di case popolari, sono stati progettati ed eretti da questi Architetti, o meglio, funzionari, di partito, con i risultati che tutti abbiamo modo di vedere con sgomento nelle nostre città.
Solo un gruppo di pochi valorosi, capitanati da Saverio Muratori, nella facoltà di Roma, hanno provato a scalzare, con scarsi risultati, questo modo di vedere il nuovo da costruire, cercando di entrare in sintonia con il Centro Storico e l’architettura di base che la substanzia.
Se ti servissero informazioni più dettagliate o volessi proseguire nella discussione ne sarei onorato.
Hola
(via supercazzolaprematurata)
Per la serie: “COME GABBARE IL COMUNE CON GRANDI IDEE PER GLI ABUSI EDILIZI”, ecco a voi LA CASA “CATASTA DI LEGNA”!!!!!!!!!
Per le zone dell’Italia del Sud, NON APPENNINICHE, si suggeriscono in alternativa:
1)CATASTE DI PIETRE
2)CATASTE DI COZZE
3)CATASTE DI MONNEZZA
4)………………………….SUGGERITE DA VOI ALTRE SOLUZIONI AL CITTADINO ABUSIVO!!!!!!!!!!!!!
(Fonte: architecturepictures)